
"Un pinguino che stava morendo di freddo è stato salvato grazie a un cappottino fatto apposta per lui. È successo in America al vecchio Pierre, un pinguino di 25 anni che - a causa della vecchiaia - in alcune zone del corpo aveva perso a tal punto lo strato di piume termiche che si vedeva la nuda pelle. Con la conseguenza che - letteralmente - moriva di freddo.
"Una tartaruga Allison, ospite del Sea Turtle Inc., è tornata a nuotare con una sola pinna grazie ad una speciale protesi. Allison è un esemplare di 5 anni arrivato nel 2005 al centro Sea Turtle Inc. con poche possibilità di sopravvivenza, dopo essere stato attaccato da uno squalo. Nell'attacco, Allison ha perso una pinna. In poco tempo, la tartaruga è entrata nel cuore delle persone che lavorano nel centro texano. Una di loro, il 21enne Tom Wilson, ha ideato una speciale tuta che ha permesso ad Allison di tornare a nuotare come una volta, invece di muoversi disegnando solo dei cerchi anti-orari in acqua. La protesi della pinna inserita nella tuta è collegata all'animale grazie a un impianto d'osso dentale creato dal Dr. Sudarat Kiat-Amnuay." I PASSANTI CHE NON SI SPOSTANO.
(Umilissimissimissimo omaggio a Giorgio Gaber)
Quello non si sposta, sono pronto a scommettere che quello è uno che non si sposta.
Esterno giorno, Milano, sul marciapiede più stretto d’Europa cammino felice e spensierato quando in lontananza, di fronte e me, improvvisamente appare: il passante che non si sposta. Si possono riconoscere a prima vista: andatura tronfia, occupazione completa del marciapiede e sguardo indefinito nel cui cono visivo è compresa l’intera città. Tranne te.
Un tempo, quando si camminava per strada e si incrociava un passante ci si lanciava una rapida occhiata che voleva significare: amico passante, ti guardo non perché ho intenzioni cattive, infatti appena anche tu guarderai me distoglierò subito lo sguardo per rassicurarti, ma per segnalarti che ho registrato la tua presenza e non appena calpesteremo lo stesso palmo di marciapiede io mi farò leggermente di lato, per agevolare il tuo passaggio, e tu farai lo stesso, in modo da poter proseguire il nostro percorso con il minimo disagio per entrambi. Be’, forse non si diceva esattamente così, ma quel che conta è che ci si spostava. Tutti e due. Oggi le città sono divise in due categorie: i passanti che non si spostano, e i passanti che camminano di profilo.
Le città sono come le persone che vedi da anni tutti i giorni, non ti accorgi dei cambiamenti. Fino a che una sera, all’improvviso, rivedi una foto di tanti anni prima e dici: scusa, ma di preciso, quand’è stato che hai perso contemporaneamente tutti i capelli?
Le strade, uguale. A un certo punto, all’improvviso, ti ritrovi a dover camminare di profilo e ti chiedi: ma di preciso, quando è successo?
Non si sa, non lo sa nessuno, sta di fatto che hanno conquistato Milano, i maledetti, giorno dopo giorno, marciapiede dopo marciapiede si sono impadroniti delle strade costringendo noi sopravvissuti, ultimi esemplari superstiti della specie delle persone gentili a camminare di profilo.
Ma questa volta no.
Oggi, io non mi sposto.
Che poi i passanti che non si spostano mica si limitano a camminare per strada, no, quelli devono esercitare il loro egocentrismo ovunque, sugli autobus, dove si piazzano davanti alle porte senza che debbano scendere, oppure nei cinema dove giocano per tutto il film con la carta delle caramelle, o sui treni, dove si infilano nelle orecchie la più grave sciagura dei tempi moderni: le cuffiette da cinque euro.
Le cuffiette da cinque euro hanno una tecnologia avanzatissima che prevede che la musica si possa sentire soltanto dall’esterno. Anche loro, non la riescono a sentire direttamente dall’auricolare, sentono la musica provenire da fuori, ma avendo quei tappi inutili nelle orecchie, tra tutti sono quelli che sul treno sentono di meno.
E allora devono alzare il volume…
Poi ci sono quelli che ti si siedono di fianco e allargano le gambe così tanto che ti devi ranicchiare contro al finestrino come una mosca spiaccicata... ma poi, cosa credi di avere in mezzo alle gambe per stare così, un lavandino?
O al ristorante, i passanti che non si spostano al ristorante si trasformano nei vicini di tavolo che biascicano.
Ecco, di rumori fastidiosi ce n’è tanti: c’è il rumore del rubinetto che sgocciola la notte, c’è il rumore del gessetto sulla lavagna, il rumore della musica che esce dalle cuffiette a cinque euro. Ma il rumore più fastidioso in natura è quello di una bocca aperta che mastica.
E i biascicatori lo sanno.
Lo sanno benissimo e in realtà da fastidio anche a loro, ma sopportano in silenzio pensando che agli altri darà ancora più fastidio. Tu sei lì tranquillo che mangi quando dal tavolo vicino arrivano dei rumori tremendi, che ti sembra di pranzare con un puma al tavolo di fianco. Una volta in pizzeria ho visto due biascicatori seduti a due tavoli vicini. All'inizio si scostavano un po’ infastiditi, poi ognuno ha iniziato a biascicare più rumorosamente dell'altro finché, poco prima di arrivare a sputarsi nel piatto e a ruttarsi reciprocamente in faccia è arrivato il cameriere con il conto. Dovrebbero fare una legge che vieti di biascicare nei luoghi pubblici.
I biascicatori di caramelle, poi, li dovrebbero arrestare. A loro le caramelle neanche piacciano, le comprano solo quando sanno che c’è qualcuno nelle vicinanze.
Il rumore della caramella biascicata…
Il rumore della caramella fatta scivolare sui denti…
Lo schiocco della lingua sul palato…
Che poi non serve a niente, lo schiocco della lingua sul palato, non asciuga la saliva, non aiuta la caramella a sciogliersi, è ovvio che è solo un gesto di pura arroganza.
No, peggio dei biascicatori di caramelle, c’è un'altra categoria, ancora poco numerosa ma purtroppo stanno crescendo: quelli che biascicano senza avere niente in bocca.
Li murerei vivi.
Biascicano a prescindere. E mica si preoccupano di fingere di avere qualcosa in bocca, no, loro biascicano e ti spiano con la coda dell'occhio. Se notano che la cosa ti è indifferente diventano isterici. Aumentano la frequenza degli schiocchi come invasati ma se tu riesci a resistere e fingi indifferenza quelli, sconfitti, scendono dall'autobus e salgono su quello dopo. Ma se invece vedono che la cosa ti da fastidio, allora negli occhi compare un brillìo, e giocano come il gatto con il topo.
Non distraiamoci. Il passante che non si sposta sta avanzando. Ormai non manca molto. Guarda un po’ come cammina, l’arrogante. Fa finta di non essersi accorto di me, ma se ne è accorto e come, e mi ha già catalogato come un passante che si fa di lato. Non lo sa che da questo preciso momento, a cominciare proprio da lui, inizia la ribellione. Passanti che non si spostano, tremate! Folle di passanti che si fanno di lato si stanno riversando per le strade, per riprendersele, e per catturare i passanti che non si spostano e condurli - col sorriso - nei centri di rieducazione dove gli verrà re-insegnato ad accorgersi degli altri. Paura eh?
Ecco, ci siamo, siamo a pochissimi metri, è arrivato il momento, non mi sposto, non mi sposto, non mi sposto...
Mi ha guardato, per un brevissimo istante, e quello sguardo l'ho riconosciuto, era lo sguardo da amico passante, ti guardo non perché ho intenzioni cattive, infatti appena anche tu guarderai me eccetera eccetera e anch'io l'ho guardato con quello sguardo lì da amico passante so che non hai intenzioni cattive eccetera eccetera e ci siamo fatti di lato. Tutti e due. E siamo passati.
Poi ci siamo fermati.
Ci siamo voltati.
E ci siamo fatti un piccolissimo sorriso.
Come ai bei vecchi tempi in cui c'erano ancora gli altri.
MALINVERNO SU BOOKSWEB.TV E SU GRAZIA
MALINVERNO SU PULP.
Alla lista sempre più lunga di ringraziamenti aggiungo Teo Lorini che sul numero di Pulp in edicola ha scritto una bella recensione di Malinverno: eccola qui.
UN PINGUININO A MILANO.
Il pinguinino è ancora emozionato e commosso per la bellissima serata di ieri. Mi prega di fargli da portavoce e ringraziare tutti - ma proprio tutti - coloro che hanno partecipato. Le persone a cui vuole bene erano lì con lui e chi non ha potuto esserci fisicamente lo ha fatto con messaggi, telefonate, expecto patronum, telepatia. E poi c'erano persone viste per la prima volta ma che lo guardavano con occhi così buoni, che poi uno capisce perché poi il pinguinino si commuove. Mi prega infine di dare un'affettuosa pinnata a Ubik e Viridian che hanno impeccabilmente letto brani di malinverno e a Matteo B. Bianchi e Marianna Martino, senza i quali starebbe ancora nel cassetto e non saprebbe quanto affetto può viaggiare attraverso un libro. Adesso però la smetto perché mi sto commovendo anch'io. ALMENO VOI NELL'UNIVERSO.
«Abbiamo ricevuto il vostro invito alla cerimonia per la consegna dell’attestato di Benemerenza civica in data 7 dicembre 2008. Desideriamo in primo luogo ringraziare chi ha proposto il nostro nome. Vi comunichiamo altresì che non intendiamo accettare la Benemerenza, poichè siamo in disaccordo con la vostra decisione di non assegnare l’Ambrogino d’Oro a Enzo Biagi e la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, come riportato dai principali organi di stampa».
Elio e le storie tese.
Sul numero di Rockerilla in edicola c'è una recensione di Malinverno a firma Enzo Rammairone. Il pinguinino è lì che si chiede se è più rock morire di indigestione da crill o sbranato da un'otaria durante un concerto. Inutile spiegargli che è molto più trasgressivo morire di vecchiaia nel proprio letto: ha appena notato che i tetti sono imbiancati di neve e non mi ascolta più.
Questa mattina, nel corso del programma Megajay condotto da Laura Antonini su Radio Deejay si è parlato di Maliverno. Laura Antonini ne parla anche nel suo blog. Grazie!
Sul magazine personale di Loris R. c'è una bella recensione di Malinverno.
E' bella anche, o forse soprattutto, nell'esprime delle perplessità sul contenuto "morale" del finale. Io e il pinguinino ci rifletteremo molto. Grazie!
FORZA PANINO.
Il Presidente del Consiglio se n'è appena uscito con questa battura: Obama è bello, giovane e abbronzato.
Ho letto la notizia con un sorriso colmo di tenerezza: era dai tempi delle medie che non sentivo fare questa battuta. Che nostalgia.
In America hanno Obama e noi abbiamo un uomo che è rimasto alla tapparella abbassata, ai rutti con l'aranciata, alle battute che non fanno ridere e al parapiglia scatta il gioco della bottiglia. Se cambia nome al partito, da Forza Italia a Forza Panino, quasi quasi lo voto anche.
Sul numero di novembre di Linus Matteo B. Bianchi ha scritto una bellissima recensione di Malinverno. Riporto un passaggio in particolare: "Lubrano è bravissimo a scrivere una storia d'amore che non ha niente a che vedere con i tre metri sopra i cieli, ma che al contrario mischia imbranataggine, poesia e humor col giusto equilibrio." Imbranataggine e poesia: ecco trovato il titolo per il secondo romanzo. Siccome mi annoio da solo a dire per la millesima volta grazie a Matteo, questa volta lo farò in lituano: ačiū, Matteo.
Ps: Matteo ha parlato del libro anche nel suo blog, riportando la post-fazione al libro. Di nuovo ačiū!
RECENSIONE SU TIFEOWEB.
Su TifeoWeb c'è una bella recensione firmata da Mariangela Di Stefano.
Sul suo sito, Paolo Nori ha letto un estratto di Malinverno.
La cosa incredibile è che nonostante quel pezzo l'abbia scritto io e tra due stesure, tre editing e due correzioni di bozze l'abbia letto e straletto, la sua interpretazione mi ha fatto ridere come se io non c'entrassi niente. Non ho parole. Anzi, una: grazie.
"Io sono glamour," mi informa il pinguinino dalla copertina della mia copia di Malinverno.
"Tu? Glamour?" gli chiedo, poco convinto.
"Io, molto glamour," conferma lui, convintissimo. Poi mi dice di andare in edicola, che ha saputo che si parla di lui su Vanity Fair. Vado in edicola. Compro Vanity Fair. Ha ragione, nella rubrica sette libri per sette giorni è segnalato Malinverno. In poche righe Silvia Bombino ha scritto delle cose molto belle, per le quali la ringrazio molto. Solo che a un certo punto dice: 'se riuscite a superare il pinguino in copertina'. Perché lo ha fatto, signora Bombino? Ha idea di cosa mi aspetta adesso? Come glielo spiego, al pinguinino?
"Cosa dice?" mi chiede lui al mio ritorno.
"Che il libro è bello."
"Sì, ma di me?" non demorde.
"Che l'autore è dotato."
"Ho detto di me!"
"Che è una storia d'amore poetica e ironica."
"Di me!"
"..."
"..."
"Che sei talmente bello che non si riesce a smettere di guardare la copertina e iniziare a leggere."
"Davvero?"
"...sì... non dice esattamente queste parole, ma io la interpreto così..."
"Evviva! Te l'avevo detto che sono glamour!"
"Hai ragione, sei molto glamour."
BRUTTI SCIENZIATI, BRUTTI.
(Per gli scienziati) il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante.

Naturalmente Joseph, adesso però finisci di bere il brodino che si fredda.
Per mano dell'amico fondatore e di tutti coloro che si sono associati, è nata su Facebook la pagina dedicata al pinguinino.
Siete dei pazzi: vi ringrazio tutti!
MALINVERNO.

E' uscito il mio primo romanzo, Malinverno, per la casa editrice Zandegù.
Ecco la quarta di copertina:
"Gianni Malinverno odia le feste e Capodanno si avvicina, ama la neve ma non nevica nemmeno un po’, è solo e intorno a lui tutti si baciano, vorrebbe una ragazza ma è troppo timido, sogna l’amore perfetto ma poi pensa che verrà lasciato e soffrirà. Gli amici (un prete col fucile, un vecchio paranoico e un coetaneo che «timbra» con tutte) gli dicono di pensare di meno, e pure le piante e i rubinetti di casa cercano di dargli una scossa.
Finché un giorno Malinverno incontra Venere, bellissima e triste come lui e tra i regali da comprare, un concorso letterario, e i panettoni, ricomincia a sperare.
Una poetica storia d’amore, lontana dai luoghi comuni, magica e delicata. Un inno alla purezza d’animo e una riflessione sull’uomo e i nostri sentimenti.
Per sorridere ed emozionarsi a intermittenza, come lucine di Natale."
Al solito, ringrazio Matteo B. Bianchi per la bella post-fazione.
Nuovo Aggiornamento: il libro è ordinabile sui principali siti di vendita on-line (ibs, bol, webster, libreriauniversitaria). Nelle librerie dove non è ancora arrivato è comunque prenotabile. Con i librai che ancora farneticano che il libro uscirà tra un mese, o che l'editore non esiste, o che non ha distributore, è sufficiente insistere gentilemente, meglio se con una roncola in mano. Grazie ancora a tutti.