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martedì, 23 giugno 2009

QUI FRA LE COSE PIU' CARE.


Max Pezzali con quartetto d'archi è come se un pinguino venisse a citofonarmi per avvisare che l'Udinese ha appena vinto la Champions League con doppietta di Paola Cortellesi che esulta esponendo una maglietta con scritto "malinverno scrivimi un monologo teatrale" e nel frattempo nevica tantissimo.


malinverno alle 11:37 in:
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venerdì, 12 giugno 2009

SENTITA SULL'AUTOBUS(15).
Nonno e nipote.

"E certo, nessuno parla più con me perché ormai sono diventato il vecchio rimbambito sordo che tanto non sente niente..."
"Dai, nonno, non è così..."
"Eh?!"
malinverno alle 15:06 in:
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venerdì, 05 giugno 2009

L'INIZIO: LA FINE


Ho questo ricordo, di noi.
Siamo in un luna park, con i nostri amici. E' una serata di metà autunno e le giostre, l'ottovolante e gli autoscontri intorno a noi stanno gareggiando a chi è l'emblema più rappresentativo della malinconia. Stiamo osservando un'attrazione molto poco rassicurante. E' una specie di tarantola epilettica che si agita a scatti velocissimi e insensati, scuotendo in tutte le direzioni le zampe al cui interno ci sono dei seggiolini, e sopra, incredibilmente, delle persone che urlano terrorizzate.
"Lo facciamo?" mi chiedi tu, entusiasta.
In quel momento la tarantola si capovolge. Rimane sulla schiena per mezzo minuto, poi con uno scatto improvviso si rimette dritta.
"Andiamo," mi dici. Vi dirigete tutti verso la biglietteria.
Io rimango immobile, a fissare la tarantola.
Ti volti a guardarmi. Mi sorridi ma nel tuo sguardo c'è la determinazione a farmi salire sulla tarantola con te.
"Andate pure voi, io vi aspetto qui," dico cercando di risultare convincente.
"Vi guardo," aggiungo, come se davvero trovassi piacevole l'idea di rimanere da solo a guardarvi urlare terrorizzati. Ti avvicini, cerchi di tirarmi per un braccio, rinunci.
"Guardo con te," mi dici. Poi mi guardi la fronte e scoppi a ridere. Siamo appena usciti dal labirinto a vetri. So per certo che in quel luna park puliscono i vetri una volta alla settimana, e che l'hanno fatto quel pomeriggio. Ne sono uscito con la fronte paonazza, con voi che eravate già fuori ad aspettarmi. Appena mi avete visto siete scoppiati a ridere. "Ero già così prima di entrare," ho tentato di difendermi. Non sono risultato credibile.
"Almeno l'ottovolante lo facciamo?" mi chiedi mentre la tarantola entra in crisi.
"Solo sotto anestesia," rispondo, "totale."
"E va be... Cosa vuoi fare allora?"
Un po' mi vergogno a dirtelo, ma neanche tanto.
"Il brucamela."
La tua reazione è un misto di rassegnazione e divertimento.
"Va bene, allora mentre gli altri si divertono noi andiamo sul brucamela."
"No dai, aspettiamo che scendano, poi tu fai l'ottovolante con loro e io vado sul brucamela."
"..."
"Mi piace andare sul brucamela da solo, davvero," aggiungo.
"..."
"E' così da sempre."
Scoppi a ridere. Mi prendi per mano e ci avviciniamo alla biglietteria. Ti racconto che sono affezionato al brucamela perché era l'unico gioco che facevo con mio padre quando ero piccolo. Tu mi fai notare che è la prima volta che ti parlo di mio padre. E mentre siamo a bordo del bruco a pascolare tra le mele io penso che non so descrivere cosa trovo nel tuo sguardo, ma ogni volta che lo incrocio ho la certezza di poter essere felice anch'io.
Ed è davvero strano, come ricordo.
Perché non solo questo episodio non è mai avvenuto.
Ma non ho nemmeno la più pallida idea di chi tu sia.
malinverno alle 16:42 in:
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lunedì, 18 maggio 2009

LINGUAGGI.


Dal Corriere.it: "Il sub italiano Simone Arrigoni ha battuto il record mondiale di apnea dinamica con la spinta dei delfini, il «foot push» - si chiama così perché i delfini spingono l'uomo poggiando il muso sulle sue piante dei piedi. «Lavorare con questi mammiferi è un’esperienza fantastica - spiega Arrigoni - mi sconvolge la loro capacità di capire gesti e toni vocali."

Con tutta la simpatia per Simone Arrigoni (non ce l'ho con lui ma con l'inconsapevole superbia che abbiamo in genere verso gli animali) in questa affermazione c'è qualcosa che non mi torna.

Io essere umano, cioè l'animale più intelligente del pianeta, faccio a te animale i complimenti perché riesci a comprendere il mio linguaggio. Il corollario è che io essere umano, cioè sempre l'animale più intelligente del pianeta, non riesco a comprendere il tuo che in quanto animale meno intelligente dovrebbe essere molto più semplice.

In altre parole: tu (stupido) comprendi un linguaggio (complesso) e io (intelligente) non riesco a comprendere il tuo (semplice).

Continua Arrigoni: «Quando si arriva alla curva, quando per me aumenta l’impegno fisico per la virata, li sento scambiarsi informazioni sottacqua per prendere bene la virata».

Sicuro che si scambiano proprio informazioni?

malinverno alle 17:45 in:
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martedì, 28 aprile 2009

LA GARZANTINA DEGLI SCRITTORI INVENTATI.


ENCICLOPEDIA
E' uscito un libro al quale ho avuto il piacere (e soprattutto il divertimento) di collaborare.
E' una sorta di Garzantina di scrittori rigorosamente inventati, curata da Giancarlo Marino e Aldo Putignano per la casa editrice Boopen.



Homo Scrivens
Enciclopedia degli scrittori inesistenti
a cura di Giancarlo Marino e Aldo Putignano
Napoli 2009, 280 pp., 14 euro
(Boopen Led)



Quanti scrittori vi siete persi per il solo fatto che non esistevano!

Una gigantesca opera d’immaginazione collettiva: oltre 250 schede di scrittori che non sono mai esistiti e opere che nessuno può aver letto, ad opera di cento autori provenienti da ogni parte d’Italia. Una teoria di personaggi più o meno verosimili, che attraversano epoche e culture, da Adamo ai robot scrittori del futuro, dai popoli dell’antichità al medioevo cristiano, dal romanticismo alle avanguardie: racconti essenziali, vite difficili o divertenti, solenni o grottesche, accompagnate da improbabili movimenti letterari, riviste mai date alla stampa, opere d’incerta origine o classificazione, premi e riconoscimenti letterari.

Perché tutto quel è stato scritto è certamente importante, ma anche quel che non è stato scritto ha un valore, per il contributo di conoscenza e originalità che avrebbe potuto apportare, per renderci manifesto tutto quel che manca e darci l’opportunità di rimediare.

Altre informazioni sul libro e Homo Scrivens:

www.homoscrivens.it
www.boopen.it
malinverno alle 10:55 in:
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giovedì, 16 aprile 2009

NIENTE TUTE PER GLI ORSI.



pinguino_tuta"Un pinguino che stava morendo di freddo è stato salvato grazie a un cappottino fatto apposta per lui. È successo in America al vecchio Pierre, un pinguino di 25 anni che - a causa della vecchiaia - in alcune zone del corpo aveva perso a tal punto lo strato di piume termiche che si vedeva la nuda pelle. Con la conseguenza che - letteralmente - moriva di freddo.
Privo dei grassi tipici dei mammiferi marini - l'uccello stava morendo perchè incapace di isolare il corpo dalle basse temperature del Pacifico. Gli scienziati e i biologi marini dell'Academy of Sciences di San Francisco sono accorsi in suo aiuto: dopo averlo visitato hanno pensato che l'unico sistema per salvarlo era fargli un cappottino su misura. E così hanno fatto. Si sono rivolti a una ditta specializzata nella fabbricazione di attrezzature da sub e a Pierre il pinguino è stata tagliata una muta su misura. Dopo sei settimane hanno riferito che l'esperimento ha avuto esito positivo. Pierre, che si stava lasciando morire, ha ripreso a mangiare, è cresciuto di peso ed è tornato a tuffarsi e a nuotare insieme agli altri pinguini del gruppo."


tartaruga_tuta"Una tartaruga Allison, ospite del Sea Turtle Inc., è tornata a nuotare con una sola pinna grazie ad una speciale protesi. Allison è un esemplare di 5 anni arrivato nel 2005 al centro Sea Turtle Inc. con poche possibilità di sopravvivenza, dopo essere stato attaccato da uno squalo. Nell'attacco, Allison ha perso una pinna. In poco tempo, la tartaruga è entrata nel cuore delle persone che lavorano nel centro texano. Una di loro, il 21enne Tom Wilson, ha ideato una speciale tuta che ha permesso ad Allison di tornare a nuotare come una volta, invece di muoversi disegnando solo dei cerchi anti-orari in acqua. La protesi della pinna inserita nella tuta è collegata all'animale grazie a un impianto d'osso dentale creato dal Dr. Sudarat Kiat-Amnuay."

Mi vengono in mente un milione di considerazioni.

Oltre naturalmente a quanto siano metaforiche quelle tute, mi viene da pensare a
quanto alcuni uomini sappiano essere cattivi ed ignoranti con gli animali, e a quanto altri uomini sappiano e scelgano di usare la conoscenza e la bontà per aiutarli. Forse il punto è proprio questo: il genere umano non esiste, esistono solo le persone.

Vi invito a firmare la petizione della LIPU contro la vergognosa proposta di legge del senatore Franco Orsi sulla caccia. E' qui: http://www.lipu.it/tu_petizione_cacciaselvaggia.htm

malinverno alle 10:56 in: dialoghi e considerazioni
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martedì, 31 marzo 2009

ALTAN.

altan
malinverno alle 15:57 in:
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mercoledì, 18 marzo 2009

I PASSANTI CHE NON SI SPOSTANO.
(Umilissimissimissimo omaggio a Giorgio Gaber)


Quello non si sposta, sono pronto a scommettere che quello è uno che non si sposta.
Esterno giorno, Milano, sul marciapiede più stretto d’Europa cammino felice e spensierato quando in lontananza, di fronte e me, improvvisamente appare: il passante che non si sposta. Si possono riconoscere a prima vista: andatura tronfia, occupazione completa del marciapiede e sguardo indefinito nel cui cono visivo è compresa l’intera città. Tranne te.

Un tempo, quando si camminava per strada e si incrociava un passante ci si lanciava una rapida occhiata che voleva significare: amico passante, ti guardo non perché ho intenzioni cattive, infatti appena anche tu guarderai me distoglierò subito lo sguardo per rassicurarti, ma per segnalarti che ho registrato la tua presenza e non appena calpesteremo lo stesso palmo di marciapiede io mi farò leggermente di lato, per agevolare il tuo passaggio, e tu farai lo stesso, in modo da poter proseguire il nostro percorso con il minimo disagio per entrambi. Be’, forse non si diceva esattamente così, ma quel che conta è che ci si spostava. Tutti e due. Oggi le città sono divise in due categorie: i passanti che non si spostano, e i passanti che camminano di profilo.

Le città sono come le persone che vedi da anni tutti i giorni, non ti accorgi dei cambiamenti. Fino a che una sera, all’improvviso, rivedi una foto di tanti anni prima e dici: scusa, ma di preciso, quand’è stato che hai perso contemporaneamente tutti i capelli?
Le strade, uguale. A un certo punto, all’improvviso, ti ritrovi a dover camminare di profilo e ti chiedi: ma di preciso, quando è successo?
Non si sa, non lo sa nessuno, sta di fatto che hanno conquistato Milano, i maledetti, giorno dopo giorno, marciapiede dopo marciapiede si sono impadroniti delle strade costringendo noi sopravvissuti, ultimi esemplari superstiti della specie delle persone gentili a camminare di profilo.
Ma questa volta no.
Oggi, io non mi sposto.

Che poi i passanti che non si spostano mica si limitano a camminare per strada, no, quelli devono esercitare il loro egocentrismo ovunque, sugli autobus, dove si piazzano davanti alle porte senza che debbano scendere, oppure nei cinema dove giocano per tutto il film con la carta delle caramelle, o sui treni, dove si infilano nelle orecchie la più grave sciagura dei tempi moderni: le cuffiette da cinque euro.
Le cuffiette da cinque euro hanno una tecnologia avanzatissima che prevede che la musica si possa sentire soltanto dall’esterno. Anche loro, non la riescono a sentire direttamente dall’auricolare, sentono la musica provenire da fuori, ma avendo quei tappi inutili nelle orecchie, tra tutti sono quelli che sul treno sentono di meno.
E allora devono alzare il volume…
Poi ci sono quelli che ti si siedono di fianco e allargano le gambe così tanto che ti devi ranicchiare contro al finestrino come una mosca spiaccicata... ma poi, cosa credi di avere in mezzo alle gambe per stare così, un lavandino?
O al ristorante, i passanti che non si spostano al ristorante si trasformano nei vicini di tavolo che biascicano. 

Ecco, di rumori fastidiosi ce n’è tanti: c’è il rumore del rubinetto che sgocciola la notte, c’è il rumore del gessetto sulla lavagna, il rumore della musica che esce dalle cuffiette a cinque euro. Ma il rumore più fastidioso in natura è quello di una bocca aperta che mastica.
E i biascicatori lo sanno.
Lo sanno benissimo e in realtà da fastidio anche a loro, ma sopportano in silenzio pensando che agli altri darà ancora più fastidio. Tu sei lì tranquillo che mangi quando dal tavolo vicino arrivano dei rumori tremendi, che ti sembra di pranzare con un puma al tavolo di fianco. Una volta in pizzeria ho visto due biascicatori seduti a due tavoli vicini. All'inizio si scostavano un po’ infastiditi, poi ognuno ha iniziato a biascicare più rumorosamente dell'altro finché, poco prima di arrivare a sputarsi nel piatto e a ruttarsi reciprocamente in faccia è arrivato il cameriere con il conto. Dovrebbero fare una legge che vieti di biascicare nei luoghi pubblici.
I biascicatori di caramelle, poi, li dovrebbero arrestare. A loro le caramelle neanche piacciano, le comprano solo quando sanno che c’è qualcuno nelle vicinanze.
Il rumore della caramella biascicata… 
Il rumore della caramella fatta scivolare sui denti…
Lo schiocco della lingua sul palato…
Che poi non serve a niente, lo schiocco della lingua sul palato, non asciuga la saliva, non aiuta la caramella a sciogliersi, è ovvio che è solo un gesto di pura arroganza.
No, peggio dei biascicatori di caramelle, c’è un'altra categoria, ancora poco numerosa ma purtroppo stanno crescendo: quelli che biascicano senza avere niente in bocca.
Li murerei vivi.
Biascicano a prescindere. E mica si preoccupano di fingere di avere qualcosa in bocca, no, loro biascicano e ti spiano con la coda dell'occhio. Se notano che la cosa ti è indifferente diventano isterici. Aumentano la frequenza degli schiocchi come invasati ma se tu riesci a resistere e fingi indifferenza quelli, sconfitti, scendono dall'autobus e salgono su quello dopo. Ma se invece vedono che la cosa ti da fastidio, allora negli occhi compare un brillìo, e giocano come il gatto con il topo.

Non distraiamoci. Il passante che non si sposta sta avanzando. Ormai non manca molto. Guarda un po’ come cammina, l’arrogante. Fa finta di non essersi accorto di me, ma se ne è accorto e come, e mi ha già catalogato come un passante che si fa di lato. Non lo sa che da questo preciso momento, a cominciare proprio da lui, inizia la ribellione. Passanti che non si spostano, tremate! Folle di passanti che si fanno di lato si stanno riversando per le strade, per riprendersele, e per catturare i passanti che non si spostano e condurli - col sorriso - nei centri di rieducazione dove gli verrà re-insegnato ad accorgersi degli altri. Paura eh?

Ecco, ci siamo, siamo a pochissimi metri, è arrivato il momento, non mi sposto, non mi sposto, non mi sposto...

Mi ha guardato, per un brevissimo istante, e quello sguardo l'ho riconosciuto, era lo sguardo da amico passante, ti guardo non perché ho intenzioni cattive, infatti appena anche tu guarderai me eccetera eccetera e anch'io l'ho guardato con quello sguardo lì da amico passante so che non hai intenzioni cattive eccetera eccetera e ci siamo fatti di lato. Tutti e due. E siamo passati.

Poi ci siamo fermati.

Ci siamo voltati.
E ci siamo fatti un piccolissimo sorriso.

Come ai bei vecchi tempi in cui c'erano ancora gli altri.

malinverno alle 10:43 in: racconti
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mercoledì, 04 marzo 2009

PAURA DI VOLARE.


"Ah, ma buongiorno! Anche lei va in città?"
"Buongiorno! Sì... mi toccano delle commissioni..."
"Ma non l'avevo mai incontrata qui sul pullman!"
"Non me lo dica, odio prendere i mezzi, ma ho la macchina dal meccanico e quindi..."
"Pensi che a me invece piace tantissimo, mi metto qui, guardo fuori dal finestrino, faccio due chiacchiere..."
"Sbaglio o l'autista ha qualche problema con i freni?"
"Sì, in effetti sembra anche a me... Senta, ha passato bene le vacanze?"
"Mah, insomma...forse era meglio se non partivo affatto..."
"Come mai?"
"Be', vede, sono andato con i miei nipoti... Certo che il pullman sta prendendo un po' troppa velocità..."
"Vero? Tra poco c'è un tornante... Non si trova bene con i suoi nipoti?"
"Certo, certo che mi trovo bene, anzi, li adoro..."
"Però?"
"Però, insomma, io per vacanza intendo un periodo di riposo assoluto, invece con i bambini intorno... sbaglio o stiamo per precipitare?"
"Sì pare anche a me, quindi non si è divertito?"
"No, non molto. Quanto crede che sia profondo?"
"Il precipizio? Non lo so, ma credo abbastanza. Ma mi dica, lei è mai stato a Parigi?"
"Sì una volta... ma da giovane."
"Lo immaginavo, non ce la fa a fare la curva... le è piaciuta? Sa, ci devo andare il mese prossimo..."
"Parigi è bellissima, sono passati tanti anni ma me la ricordo come se ci fossi stato ieri... Ecco, stiamo precipitando..."
"Speriamo che piaccia anche a me, è la prima volta che prendo un aereo e spero ne valga la pena.. sa, ho sempre avuto paura degli aer..."
malinverno alle 13:11 in: racconti
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giovedì, 19 febbraio 2009

IL PAESE E' REALE.



Che poi dove vuoi che andiamo, con una classe politica così dove dobbiamo andare, si fanno le leggi per evitare i processi, si aumentano gli stipendi, cambiano i regolamenti per andare in pensione dopo venti minuti di legislatura e poi mettono il bavaglio all'informazione perché non se ne parli.
Che poi anche i giornalisti, alla fin fine, il bavaglio è anche inutile, tanto non parlano, venduti, corrotti, codardi, pavidi, se no poi gli tolgono i finanziamenti di stato, dimmi te se devo pagare io le copie che stampano e che non vendono e i soldi non li deve tirar fuori l'imprenditore di quei giornali.
Che poi gli imprenditori, bella roba pure loro, fanno gli imprenditori non con i loro soldi, ma con quelli degli altri, con i soldi delle banche che si fanno fare il piano anti crisi dai politici e i giornalisti non dicono niente e ai sindacati delle banche va tutto bene.
Che poi i sindacati, che schifo di venduti, fanno tanto i battaglieri e poi firmano sempre e alla fin fine viene fuori che sono tutti amici, e hanno un sacco di soldi, e possono licenziare senza giusta causa, loro, e non si sanno mai i loro bilanci, e i fondi pensione si devono vergognare, che i fondi pensione facevano comodo a tutti, ai politici, ai giornalisti, alle banche e ai sindacati.
Che poi allora sai cosa vi dico, vaffanculo vi dico, vaffanculo politici, vaffanculo giornalisti, vaffanculo imprenditori, vaffanculo sindacati, vaffanculo una multa. Mi hanno dato la multa. Ho lasciato la macchina qui solo dieci minuti e mi hanno dato la multa. Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, sentiamo lo zio.
"Zio? Ciao sono io... Tutto bene, sì, senti... ho preso una multa davanti al negozio...eh, l'ho messa nel posto per gli invalidi, ma dieci minuti, non di più, cazzo per dieci minuti... senti, lo so che sei in pensione, ma non è che al comando dei vigili c'è ancora qualche tuo amico... grazie zio, se hai bisogno dei biglietti per la partita te li tengo da parte."
malinverno alle 15:58 in: racconti
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venerdì, 13 febbraio 2009

L'ETICA DEI PINGUINI.


La natura ha donato ai pinguini una goccia di commovente follia.
Li ha spinti a vivere nel punto più freddo del mondo per essere sicuri che nessuno li andasse a importunare ed è addirittura riuscita a convincerli che per sopravvivere al freddo potevano benissimo rinunciare a volare, potevano sempre farlo sott'acqua, che è anzi molto più divertente. Ma soprattutto gli ha insegnato che potevano sovvertire le comuni leggi della sopravvivenza con una strategia diversa: l'etica. 

Nel momento più freddo dell'anno, nel luogo più freddo del mondo, i pinguini imperatore covano ognuno il proprio uovo alla rassicurante temperatura di sessanta gradi sotto zero, in mezzo a piacevoli bufere di neve e nella comoda posizione con le zampette sollevate e camminando sui talloni, con l'uovo protetto in una piega della pancia.

Per sopravvivere al freddo si stringono gli uni contro gli altri, in una serie di cerchi concentrici comunicanti, più o meno una spirale che viene percorsa lentamente da tutti e in modo che tutti, a turno, si trovino nel punto più caldo della formazione.
Se così non fosse e valessero le banali leggi della natura, solo i pinguini più forti e i più astuti riuscirebbero a trovarsi nel centro della spirale, ma così facendo gli altri morirebbero facendo diminuire il calore complessivo e a quel punto le possibilità di sopravvivere si azzererebbero anche per i pinguini più forti e più astuti.  
L'unica soluzione possibile è che ogni singolo pinguino sopravvive se e solo se anche anche gli altri pinguini sopravvivono.
L'unica strategia di sopravvivenza possibile è anche quella più etica.

Immaginate cosa succederebbe se la natura, invece della goccia di follia, avesse instillato sciaguratamente una goccia di psicologia umana. Immaginate poi cosa succederebbe se quella goccia di psicologia umana fosse per di più italiana.
Ecco che spunterebbe l'immancabile pinguino furbo che cerca di rimanere nel punto più caldo un po' più a lungo degli altri, fingendo di aver male a una zampa, o sostenendo di non riuscire più a ricordare dove ha messo l'uovo.
Poi arriverebbe il pinguino arrogante che sgomitando guadagnerebbe il centro e lì si pianterebbe sui talloni con l'aria di dire: 'questo posto è mio perché l'ho visto prima io, qualcuno vuole provare a spostarmi se ha coraggio?'
Ma ecco il pinguino subdolo, che argomenterebbe che lui è più grosso degli altri e produce più calore, quindi ha diritto a stare nel mezzo più tempo degli altri, e intanto che spiega, dimostra e teorizza, in effetti riuscirebbe a rimanerci più a lungo.
Poi però arriverebbe il pinguino che ha studiato, e insomma lui ha faticato, quindi gli spetta più calore.
Nel frattempo i pinguini più esterni, non accedendo al calore, morirebbero.
E diminuirebbe il calore complessivo.
E allora il pinguino furbo, l'arrogante, il subdolo e quello che ha studiato, litigherebbero ancora di più, perché vorrebbero rimanere ancora più a lungo nel centro della spirale.
E i pinguini più esterni morirebbero.
E diminuirebbe il calore complessivo.
Alla fine rimarrebbero solo il pinguino furbo, l'arrogante, il subdolo e quello che ha studiato.
Litigherebbero ancora pochi minuti, poi morirebbero anche loro.

Fortunatamente la natura ha esentato i pinguini di gocce umane e gli ha dato la possibilità di sperimentare l'etica come rivoluzionaria strategia evolutiva. Ognuno sopravvive se tutti sopravvivono, ognuno può beneficiare della ricchezza solo se tutti vi possono accedere, ognuno è in grado di produrre ricchezza solo se ne può beneficiare.
Spesso penso che mi piacerebbe farmi adottare da una comunità di pinguini e chiedergli se posso entrare a far parte della spirale.
Giuro che faccio la fila. 
malinverno alle 12:21 in: dialoghi e considerazioni
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giovedì, 05 febbraio 2009

PREGHIERA.

Rassegnati, lo so che nei tuoi piani era previsto che ci arrivassimo da soli, ma non ci arriviamo, ci hai dato il libero arbitrio e chi parla per te se lo è fatto riconsegnare, riprenditi quest'anima che avevi già chiamato ma che ci ostiniamo a tenere inchiodata alle nostre miserie. Ti prego, fai tu quel gesto di umanità che noi uomini facciamo finta di non saper fare.
malinverno alle 17:24 in: dialoghi e considerazioni
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lunedì, 02 febbraio 2009

copertina_malinvernoMALINVERNO SU BOOKSWEB.TV E SU GRAZIA

Su Booksweb.tv, nel canale Bookspeople, programma Libri in un minuto, il mio editore Marianna Martino parla di Malinverno nell’intervista realizzata alla fiera di Roma Più libri più liberi: è qui.

Questa settimana sono ospite del blog di Grazia: presenterò alcuni racconti già pubblicati qui tempo addietro ma che sono curioso di riproporre. Speriamo bene!
malinverno alle 17:21 in: romanzo
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venerdì, 23 gennaio 2009

copertina_malinvernoMALINVERNO SU PULP.

Alla lista sempre più lunga di ringraziamenti aggiungo Teo Lorini che sul numero di Pulp in edicola ha scritto una bella recensione di Malinverno: eccola qui.



malinverno alle 10:58 in: romanzo
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domenica, 04 gennaio 2009

UN PINGUININO A MILANO.

milanoIl pinguinino è ancora emozionato e commosso per la bellissima serata di ieri. Mi prega di fargli da portavoce e ringraziare tutti - ma proprio tutti - coloro che hanno partecipato. Le persone a cui vuole bene erano lì con lui e chi non ha potuto esserci fisicamente lo ha fatto con messaggi, telefonate, expecto patronum, telepatia. E poi c'erano persone viste per la prima volta ma che lo guardavano con occhi così buoni, che poi uno capisce perché poi il pinguinino si commuove. Mi prega infine di dare un'affettuosa pinnata a Ubik e Viridian  che hanno impeccabilmente letto brani di malinverno e a  Matteo B. Bianchi e  Marianna Martino, senza i quali starebbe ancora nel cassetto e non saprebbe quanto affetto può viaggiare attraverso un libro. Adesso però la smetto perché mi sto commovendo anch'io.


malinverno alle 16:31 in: romanzo
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sabato, 13 dicembre 2008

UN PINGUININO A VIALFRE' (TORINO).

Vialfrè

 

 Qui la piantina. 

malinverno alle 18:42 in: romanzo
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mercoledì, 03 dicembre 2008

ALMENO VOI NELL'UNIVERSO.

eelst«Abbiamo ricevuto il vostro invito alla cerimonia per la consegna dell’attestato di Benemerenza civica in data 7 dicembre 2008. Desideriamo in primo luogo ringraziare chi ha proposto il nostro nome. Vi comunichiamo altresì che non intendiamo accettare la Benemerenza, poichè siamo in disaccordo con la vostra decisione di non assegnare l’Ambrogino d’Oro a Enzo Biagi e la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, come riportato dai principali organi di stampa».

Elio e le storie tese.

malinverno alle 13:53 in: dialoghi e considerazioni
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lunedì, 24 novembre 2008

copertina_malinvernoMALINVERNO SU ROCKERILLA.

Sul numero di Rockerilla in edicola c'è una recensione di Malinverno a firma Enzo Rammairone. Il pinguinino è lì che si chiede se è più rock morire di indigestione da crill o sbranato da un'otaria durante un concerto. Inutile spiegargli che è molto più trasgressivo morire di vecchiaia nel proprio letto: ha appena notato che i tetti sono imbiancati di neve e non mi ascolta più.

malinverno alle 11:26 in: romanzo
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sabato, 15 novembre 2008

copertina_malinvernoMALINVERNO SU RADIO DEEJAY.

Questa mattina, nel corso del programma Megajay condotto da Laura Antonini su Radio Deejay si è parlato di Maliverno. Laura Antonini ne parla anche nel suo blog. Grazie! 

malinverno alle 15:31 in: romanzo
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venerdì, 14 novembre 2008

copertina_malinvernoMALINVERNO SU LORIS MAG.

Sul magazine personale di Loris R. c'è una bella recensione di Malinverno.
E' bella anche, o forse soprattutto, nell'esprime delle perplessità sul contenuto "morale" del finale. Io e il pinguinino ci rifletteremo molto. Grazie! 

malinverno alle 16:05 in: romanzo
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sabato, 08 novembre 2008

UN PINGUININO A BOLOGNA.

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malinverno alle 19:12 in: romanzo
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giovedì, 06 novembre 2008

FORZA PANINO.


Il Presidente del Consiglio se n'è appena uscito con questa battura: Obama è bello, giovane e abbronzato.
Ho letto la notizia con un sorriso colmo di tenerezza: era dai tempi delle medie che non sentivo fare questa battuta. Che nostalgia.
In America hanno Obama e noi abbiamo un uomo che è rimasto alla tapparella abbassata, ai rutti con l'aranciata, alle battute che non fanno ridere e al parapiglia scatta il gioco della bottiglia. Se cambia nome al partito, da Forza Italia a Forza Panino, quasi quasi lo voto anche.  

malinverno alle 16:54 in: dialoghi e considerazioni
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giovedì, 06 novembre 2008

copertina_malinvernoIMBRANATAGGINE E POESIA.

Sul numero di novembre di Linus Matteo B. Bianchi ha scritto una bellissima recensione di Malinverno. Riporto un passaggio in particolare:  "Lubrano è bravissimo a scrivere una storia d'amore che non ha niente a che vedere con i tre metri sopra i cieli, ma che al contrario mischia imbranataggine, poesia e humor col giusto equilibrio."  Imbranataggine e poesia: ecco trovato il titolo per il secondo romanzo. Siccome mi annoio da solo a dire per la millesima volta grazie a Matteo, questa volta lo farò in lituano: ačiū, Matteo.

Ps: Matteo ha parlato del libro anche nel suo blog, riportando la post-fazione al libro. Di nuovo ačiū!

malinverno alle 10:41 in: romanzo
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sabato, 01 novembre 2008

copertina_malinvernoRECENSIONE SU TIFEOWEB.

Su TifeoWeb c'è una bella recensione firmata da Mariangela Di Stefano.

malinverno alle 17:36 in: romanzo
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lunedì, 27 ottobre 2008

copertina_malinvernoPAOLO NORI LEGGE MALINVERNO.

Sul suo sito, Paolo Nori ha letto un estratto di Malinverno.
La cosa incredibile è che nonostante quel pezzo l'abbia scritto io e tra due stesure, tre editing e due correzioni di bozze l'abbia letto e straletto, la sua interpretazione mi ha fatto ridere come se io non c'entrassi niente. Non ho parole. Anzi, una: grazie.

malinverno alle 18:02 in: romanzo
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mercoledì, 22 ottobre 2008

copertina_malinvernoMALINVERNO SU VANITY FAIR.

"Io sono glamour," mi informa il pinguinino dalla copertina della mia copia di Malinverno.
"Tu? Glamour?" gli chiedo, poco convinto.
"Io, molto glamour," conferma lui, convintissimo. Poi mi dice di andare in edicola, che ha saputo che si parla di lui su Vanity Fair. Vado in edicola. Compro Vanity Fair. Ha ragione, nella rubrica sette libri per sette giorni è segnalato Malinverno. In poche righe Silvia Bombino ha scritto delle cose molto belle, per le quali la ringrazio molto. Solo che a un certo punto dice: 'se riuscite a superare il pinguino in copertina'. Perché lo ha fatto, signora Bombino? Ha idea di cosa mi aspetta adesso? Come glielo spiego, al pinguinino?
"Cosa dice?" mi chiede lui al mio ritorno.
"Che il libro è bello."
"Sì, ma di me?" non demorde.
"Che l'autore è dotato."
"Ho detto di me!"
"Che è una storia d'amore poetica e ironica."
"Di me!"
"..."
"..."
"Che sei talmente bello che non si riesce a smettere di guardare la copertina e iniziare a leggere."
"Davvero?"
"...sì... non dice esattamente queste parole, ma io la interpreto così..."
"Evviva! Te l'avevo detto che sono glamour!"
"Hai ragione, sei molto glamour."

malinverno alle 17:00 in: romanzo
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giovedì, 16 ottobre 2008

BRUTTI SCIENZIATI, BRUTTI.


(Per gli scienziati) il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante.

pr3

Naturalmente Joseph, adesso però finisci di bere il brodino che si fredda.

malinverno alle 16:04 in: dialoghi e considerazioni
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venerdì, 10 ottobre 2008

copertina_malinvernoMALINVERNO SU FACEBOOK.

Per mano dell'amico fondatore e di tutti coloro che si sono associati,  è nata su Facebook la pagina dedicata al pinguinino.  

Siete dei pazzi: vi ringrazio tutti!
 

malinverno alle 16:36 in: romanzo
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lunedì, 22 settembre 2008

MALINVERNO.

copertina_malinverno


E' uscito il mio primo romanzo, Malinverno, per la casa editrice Zandegù.
Ecco la quarta di copertina:

"Gianni Malinverno odia le feste e Capodanno si avvicina, ama la neve ma non nevica nemmeno un po’, è solo e intorno a lui tutti si baciano, vorrebbe una ragazza ma è troppo timido, sogna l’amore perfetto ma poi pensa che verrà lasciato e soffrirà. Gli amici (un prete col fucile, un vecchio paranoico e un coetaneo che «timbra» con tutte) gli dicono di pensare di meno, e pure le piante e i rubinetti di casa cercano di dargli una scossa.
Finché un giorno Malinverno incontra Venere, bellissima e triste come lui e tra i regali da comprare, un concorso letterario, e i panettoni, ricomincia a sperare.
Una poetica storia d’amore, lontana dai luoghi comuni, magica e delicata. Un inno alla purezza d’animo e una riflessione sull’uomo e i nostri sentimenti.
Per sorridere ed emozionarsi a intermittenza, come lucine di Natale."

Al solito, ringrazio Matteo B. Bianchi per la bella post-fazione.

Nuovo Aggiornamento: il libro è ordinabile sui principali siti di vendita on-line (ibs, bol, webster, libreriauniversitaria). Nelle librerie dove non è ancora arrivato è comunque prenotabile. Con i librai che ancora farneticano che il libro uscirà tra un mese, o che l'editore non esiste, o che non ha distributore, è sufficiente insistere gentilemente, meglio se con una roncola in mano. Grazie ancora a tutti.

malinverno alle 10:46 in: romanzo
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venerdì, 12 settembre 2008

MALOSPOT.

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malinverno alle 10:26 in: malomodo
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